È di qualche giorno fa la messa in onda del film ‘Santa Subito’ realizzato dal regista Alessandro Piva.
Il film, che ha profondamente commosso gli spettatori, tratta la storia di Santa Scorese, una ventitreenne
uccisa nella notte del 16 marzo 1991 a Palo del Colle, un paesino a pochi chilometri da Bari. Ammazzata
davanti al portone di casa sua, davanti agli occhi dei suoi genitori, dal molestatore che la seguiva da tre
anni. Quel giorno Santa stava tornando a casa senza la scorta che di solito i suoi amici e parenti le facevano.
Lui, quindi, ha colto l’occasione per ucciderla.
Un film che analizza una delle piaghe più dolorose della nostra società: il femminicidio e per la quale il
regista lancia il suo appello affinché, di fronte al minimo campanello d’allarme, le donne non vengano
lasciate sole. Ed è proprio questa l’amara riflessione della sorella di Santa: la constatazione che forse
quell’uomo, con un evidente disagio mentale, poteva essere messo nella condizione di non far del male.
Nel suo film, Alessandro, ha raccontato la semplice vita di Santa, una ragazza come tante, impegnata
nell’azione cattolica, con un futuro da suora missionaria e di tutte le sue fragilità. Ha attinto dal suo diario,
dalle sue foto e dai racconti di chi l’ha conosciuta. Tutti hanno un dolore ancora vivo, una cicatrice che
fatica a rimarginarsi, ma anche un senso di colpa di chi “deve sopravvivere”, di chi non ha potuto fare nulla
di fronte alla follia travestita da amore.
La tragica storia di Santa racchiusa in un docu-film